C’era una volta un bambino che sulle spalle di suo fratello Pasquale entrava allo stadio della Vittoria nella meraviglia della gente e dei colori.
C’era una volta un bambino che con suo fratello Pasquale andava al cinema ed erano film di viaggi ed avventure.
C’era una volta un bambino che suo fratello Pasquale portava con sé su una vecchia moto anni ’50 sulle strade di Puglia.
Una volta, invece, non c’era più un bambino e c’era un ragazzo, quasi un uomo. E Pasquale era partito per l’Africa.
Poi un giorno Pasquale tornò e aveva con sé una reflex. Una Canon. La mitica AE1 Program. Una grandissima macchina, indistruttibile. Ci si poteva anche sbattere i polpi, pestare le mandorle e forse anche fare la pasta al forno. Era per me.
Con quella fotocamera ho iniziato. Io che non avevo mai avuto una macchina fotografica. A parte quella della mia foto da piccolo…
E furono persone senza testa, fantasmi e visioni arcane. Poi un po’ alla volta qualche foto passabile ho imparato a farla. Sempre in mente l’ironia della gente semplice, la fantasia di storie e racconti, la bellezza di un viaggio. Partendo sempre dalla realtà e cercando di fermare l’emozione del momento. Senza filtri.
Pasquale non c’è più, La AE1 c’è ancora. Funziona.
Ho avuto e ho altre macchine naturalmente, ma mi ritengo sempre quello di allora: un eterno dilettante.
Dimenticavo: sono un ferroviere. Direzione Trasporto Regionale Puglia.

Attrezzatura fotografica:

Canon EOS 60d

Canon EOS 600d

Obiettivi Canon: 17-85, 18-55, 18-135, 70-300

 

La mia galleria:

Non mi piacciono le citazioni. Se devo scrivere qualcosa mi sforzo di esprimere qualcosa di mio.
Però una sola la tengo cara ed ha a che fare col mio lavoro. Dal film “Polar Express”:
“I treni: non importa dove vanno, ciò che conta è decidere di prenderli”
E la applico anche alla fotografia:
“Non importa quello che hai davanti, ciò che conta è decidere di fotografarlo”